SCUOLE OUTDOOR IN RETE
Educazione, cultura, movimento e ambiente naturale
"SCUOLE OUTDOOR IN RETE" è una rete di scuole a livello regionale, sorta nel 2006, con la finalità di promuovere progetti di carattere pedagogico e culturale in cui il movimento e l'esperienza in ambiente naturale, sono parte attiva di una azione educativa integrata, per la formazione di futuri "cittadini" rispettosi dei valori umani, civili e ambientali.
Le Rete, attualmente composta da diciassette scuole delle province di Treviso, Venezia e Rovigo, Vicenza, Padova e Verona ed è aperta a tutte le scuole della Regione.
Nell' a.s. 2005-2006 si è costituita ufficialmente la rete di scuole denominata
"SCUOLE OUTDOOR IN RETE" per dare continuità e spessore educativo e didattico alle esperienze di educazione in ambiente naturale che diverse scuole secondarie superiori hanno maturato nel corso degli ultimi anni.
Prendendo spunto dalle numerose esperienze educative e motorie in
"pleine air" (si veda per esempio il Challenge "Dal Peralba al mare" nel 2004 , "Una notte in trincea" nel 2007, "Di fronte al bivio"-trekking nel deserto della Tunisia nel 2004, i Campus di lavoro a Capraia nel 2006 e 2007, il Festival "Un'isola per le scuole" nel 2009, etc.), la Rete intende proporsi come centro di
confronto e raccordo fra tutte le scuole del Veneto e d'Italia per progettare e realizzare iniziative di formazione
per docenti e per studenti tese a creare quella
simbiosi tra cultura locale e globale, storia, motricità e ambiente naturale.
Il
vivere in "full immersion" nella natura, secondo quanto riscontrato attraverso le varie proposte formulate in questi anni, permette ai giovani di riscoprire
l'ambiente, la storia, la cultura come "palestra viva di vita" in cui la persona, sperimentando il proprio agire in relazione con l'esterno e con gli altri, percepisce se stesso, il proprio corpo e il proprio comportamento quale frutto della libertà di pensare, di volere, di apprendere.
Oggi giorno i modelli imperanti pongono l'attesa o il desiderio delle cose e dell'altro come immediate rispondenze alla persona, come proposte che possono essere risolte nell'immaginario piuttosto che nella esperienza concreta.
La corporeità, l'azione, la ricerca non sono più collocati nell'apprendimento a volere e a determinarsi, ma sono bay-passati come ostacoli alla possibilità di raggiungere il rapido soddisfacimento del desiderio.
E il criterio educativo che sembra sempre più diffondersi propone di
sostituire al "fare le cose" l' "apprendimento di cose", con il diffondersi di quell'ansia (senso di estraneità) che nasce dall'esclusione del possesso delle cose stesse o da una loro veloce e insaziabile sostituzione.
I campus di lavoro, i trekking, le sfide (il Challenge) o le ricerche in ambiente naturale, da un lato rispondono a delle evidenti richieste di carattere psico-pedagogico, dall'altro riconsiderano l'apprendimento, nel senso più ampio del termine, inserito in un progetto nel quale lo studente si identifica e al quale collabora attivamente, rendendolo possibile e quindi, in ultima analisi, significativo, ovvero capace di senso.